lunedì 20 agosto 2007

Vuoto si dipinge
l'azzurro dei
miei pensieri...

Perpetuamente
vuoto
Perennemente
solo...

Pioggia oscura che
tutto bagni e
tutto porti via
Ascolta la mia preghiera
sospesa
Dissolvi il vuoto
Annulla il pensiero
Bagnami ancora
E finalmente...
potrò morire.
Prendimi ancora,
aurora del sonno.
Trasportami e
liberami
dove vuoi tu.
Metafisica essenza
labbra lucenti e
illusioni cangianti
udite il profumo
sentite il respiro
il vento, l'aria
della notte.

Pipistrelli bianchi
sarete
Buone novelle
porterete.

Si apra la danza,
il rogo e il
non ritorno.
Il corteggiamento,
il tocco
senza tormento.

Prendimi ancora.
Note ritmate,
violente, dolci e
forse amate.
Ho chiesto
al vento di portarmi
la calma e
la lucidità.
Al sole di
brillare poco,
di scaldare
senza morire.

Ricordo di un viaggio

Ho visto
il mare
scintillare.

Le onde che
un tempo battevano
libere
ora si infrangono
su scogli
rigidi e appuntiti.
Con forza le onde
si scontrano...
inutili superfici da imparare
a odiare.

Ma il mare è lì,
l'oceano attende
ancora.
La lacrima che
rimpiange
un tramonto infinito.
Un tempo sospeso,
addormentato nell'anima,
ricordo ancestrale
di un io - iote
nel mare.

Il viaggio della vita.
Il sogno di
una realtà infinita.
L'intesa di una
poesia in partenza.
Ingenua impresa,
foglia fresca,
staccata e in volo
trascinata.
Quando nulla
era perso
Quando nulla
era sicuro
O forse,
quando ciò che
sembrava sicuro
appariva insicuro.

Conchiglie,
compagne d'allora,
dove siete non so.
Racchiuse in una scatola
giacete.
Inerti, senza respiro,
ricordo naif,
ora quasi fastidioso,
vi considero ancora,
sebbene compagne
d'altri tempi
di altri io e io-te.
Liberamente
sabbia
Liberamente
dune
Liberamente
oceano
Liberamente
marea

Questo importava
Il resto
non esisteva.
Autoreferenziale,
inutile desiderio

Assuefatta alla notte
corazzata di pietra

Affronto e sorprendo
il mio interlocutore

Niente sospiri
Mai più sorrisi

Analisi
e ironica lucidità
nella consapevolezza
che noi
soltanto
possiamo

Ridere di una disgrazia
Vedere dentro un manicomio
Dove entrato
tu
sconvolto
uscisti

Mai più
lo stesso
mai più
sorriso

Mai più
compathos

Mai più.
Decisi.
Mai più.

Così non fu e,
forse,
mio lottatore stanco
forse
desideri altro
desideri troppo
i pensieri sono miei.
Ma tu,
vecchio marinaio
dal dolce sorriso
tu
che mi prendi
come donna e
mi culli come
bambina
tu
nell'assuefazione
mi illumini il cammino
di critica coscienza
di amara consapevolezza.
Tu,
folle uomo
dall'ingenuo sentire
Tu,
odioso richiamo
alla primitiva
arte
Tu,
forse,
mi condurrai.

La resa del sognatore

Non ascolterai più con gli occhi chiusi
parole d'amore
Non salperai in mezzo al mare,
impavido navigatore
gentiluomo

Non camminerai più verso
una meta ignota
dandomi la mano
Non stringerai inaspettatamente
le mie spalle.

Questa è la tua fine, quella che
né tu né io avremmo
mai voluto annunciare.

Mio dolce sognatore,
resta come sei e ama
come sai,
continua quella strada
che io non posso più percorrere
e va lontano, lontano
affinché io non riesca
più a raggiungerti.


20 settembre 2005

giovedì 16 agosto 2007

Il Conto

Ascoltami...
non pensare e non udire voci folli...

Ti ascolto.
Guardo fuori,
un incontro magico,
inatteso...

Quella notte mi disse che sapeva di incontrarmi...
sapeva che mi avrebbe incontrato.
Forse ci aspettavamo entrambi...

Qualcuno, però...
Qualcuno obiettava
Qualcuno respingeva
Qualcuno sapeva
Qualcuno sentiva

Qualcuno stava conducendo parallelamente
una vita ormai lontana.
Qualcuno lo aveva fatto...
stanco, aveva chiuso per sempre quella porta.

Qualcun altro, invece, non aveva forse ancora compreso
che il sentiero era quello, che non aveva alcuna responsabilità
o che forse ne aveva tante quante il caso.

Qualcun altro ancora, rimasto solo al tavolo a fissare il cameriere,
pagava il conto.